Il confronto tra D-mannosio e fosfomicina nella cistite acuta mostra che il D-mannosio può rappresentare un’efficace opzione non antibiotica nelle forme non complicate. Lo studio clinico ne valuta efficacia e tollerabilità, offrendo nuove indicazioni per il trattamento dell’episodio acuto e per la riduzione del ricorso agli antibiotici.
D-mannosio e fosfomicina a confronto della cistite acuta
È da poco uscito un interessante studio clinico che per la prima volta ha indagato l’efficacia e la tollerabilità del D-Mannosio rispetto alla fosfomicina nel trattamento della cistite acuta non complicata. Lo studio, condotto in 22 ambulatori medici in Germania, randomizzato e in doppio cieco, ha coinvolto un totale di 118 donne con cistite acuta in corso, definita dalla sintomatologia e dalla presenza di leucocituria.
La positività dell’urinocoltura non era un requisito di ammissione. Difatti solo 71 pazienti su 118 avevano urinocoltura positiva al reclutamento; di queste, 57 erano positive per E. coli, che dunque risultava confermato come agente eziologico della cistite solo nel 48% delle partecipanti. Anche l’efficacia delle terapie è stata valutata sulla base della guarigione clinica e non dell’urinocoltura: un approccio che riflette quella che, nella maggior parte dei casi, è la pratica clinica.
Il trattamento è stato il seguente:
Gruppo fosfomicina: 57 pazienti hanno ricevuto una singola dose di fosfomicina il giorno 1 + un placebo corrispondente al trattamento con D-Mannosio.
Gruppo D-Mannosio: 61 pazienti hanno ricevuto D-Mannosio per 5 giorni (al dosaggio di 2 g per tre volte al giorno nei giorni 1-3 e 2 g per due volte al giorno nei giorni 4-5) + un placebo corrispondente al trattamento con fosfomicina.
Efficacia clinica dei due trattamenti
A seconda della metodologia statistica impiegata per analizzare i dati, il D-Mannosio ha mostrato un’efficacia statisticamente di poco inferiore a quella della fosfomicina, con un tasso di guarigione all’ottavo giorno dell’82,5% nell’analisi per-protocol e dell’84,2% nell’analisi post-hoc modificata (da confrontare con il 92,6% e l’83,5% della fosfomicina).
Notiamo i tassi di guarigione clinica del D-Mannosio estremamente elevati e di gran lunga superiori alla percentuale delle pazienti con documentata infezione da E. coli. Questo conferma che lo spettro di azione del D-Mannosio non si limita al solo E. coli, e che nella pratica clinica è sensato utilizzarlo anche in assenza di urinocoltura o nei casi in cui l’urinocoltura è negativa.
Per quanto riguarda la guarigione microbiologica, le urinocolture che tra il basale e il giorno 8 si sono negativizzate sono state il 39% per il D-Mannosio e il 59% per la fosfomicina.
Il tempo medio per raggiungere la guarigione clinica è stato leggermente più lungo per il D-Mannosio (5 giorni) rispetto alla fosfomicina (3 giorni); per i casi di gravità moderata, questa differenza si è ridotta a 4 giorni per il D-Mannosio e 3 giorni per la fosfomicina.
I tassi di ricorrenza a 20 giorni dalla fine della terapia sono risultati del 13% in entrambi i gruppi.
La necessità di ricorrere a un trattamento antibiotico aggiuntivo è risultata del 19% per il D-Mannosio e dell’11% per la fosfomicina (una differenza statisticamente non significativa), con la conseguenza che l’utilizzo del D-Mannosio ha comportato un potenziale di risparmio di antibiotici pari ad almeno l’80%.
Tollerabilità e implicazioni per la pratica
Il D-Mannosio, come ci si aspettava, mostra un profilo di sicurezza migliore, con effetti collaterali circoscritti ai soli problemi gastrointestinali.
Gli autori concludono che “il D-Mannosio è un trattamento per la cistite efficace e ben tollerato. È paragonabile agli antibiotici in termini di guarigione clinica e sollievo dai sintomi, pur dimostrando un profilo di sicurezza superiore, in particolare in termini di effetti avversi come la diarrea. Offre di conseguenza un rapporto rischio-beneficio favorevole, che lo rende una valida alternativa alla terapia antibiotica di prima linea, in particolare nell’automedicazione e nei pazienti riluttanti a sottoporsi a terapia antibiotica”.
COME POSSIAMO MIGLIORARE ULTERIORMENTE QUESTI RISULTATI?
In NutraLabs abbiamo osservato che i problemi gastrointestinali si verificano quando si va oltre il grammo per singola somministrazione e oltre i 2 grammi per somministrazione giornaliera.
Abbiamo anche osservato che, nel trattamento della fase acuta della cistite, aggiungere Uva Ursina ad alta titolazione nel suo principio attivo Arbutina permette di ottenere un’azione sinergica con il D-Mannosio che riduce i tempi di guarigione e allarga lo spettro di azione nei confronti dei batteri patogeni.
Ecco perché, in fase acuta, suggeriamo l’utilizzo del prodotto nutraceutico UROGYN FAST, che per ogni singola bustina contiene 600 mg di D-Mannosio + 600 mg di Uva Ursina titolata al 20% in Arbutina (la massima titolazione disponibile).
UROGYN FAST si assume 3 volte al giorno solamente per 4 giorni: 1 bustina sciolta in acqua prima di colazione + 1 bustina prima di pranzo + 1 bustina la sera prima di coricarsi.
L’associazione D-Mannosio + Uva Ursina di UROGYN FAST, in fase acuta, risulta più rapida ed efficace rispetto al solo D-Mannosio, e limita fortemente i disturbi gastrointestinali.
Bibliografia
Wagenlehner, F., Taeschner, H., Lorenz, H., Berwanger, A., Infed, N., Ewald, O., & Gerke, P. (2026). First Randomized Controlled Trial Comparing D-Mannose to Fosfomycin in Acute Uncomplicated Lower Urinary Tract Infections. Antibiotics, 15(9), 820. https://www.mdpi.com/2079-6382/15/9/820

