I probiotici per l’acne possono agire lungo l’asse intestino-pelle riducendo disbiosi, permeabilità intestinale e infiammazione sistemica. Possono inoltre rafforzare la barriera cutanea e modulare i microrganismi coinvolti nelle lesioni acneiche, affiancando i trattamenti dermatologici.
Lo studio del microbiota sta rivoluzionando la medicina, incluso il campo della dermatologia. Cominciano a comparire i primi studi clinici sull’utilità dei probiotici nel trattamento dell’acne.
Patogenesi dell’acne
L’acne è un disordine dell’apparato pilo-sebaceo, ossia la struttura che consiste nel follicolo pilifero e la ghiandola sebacea associata. Le prime lesioni acneiche, quelle non infiammatorie (comedoni), si formano quando un follicolo viene ostruito da una massa di sebo e detriti cellulari. La successiva infiammazione del follicolo conduce alla formazione di papule e, se si sovrappone un’infezione, pustole. Se l’accumulo di materiale continua, le pareti del follicolo possono distendersi fino alla rottura: sebo, cheratina e batteri si riversano nel derma, con la formazione di lesioni più profonde.
La patogenesi dell’acne si basa su due eventi fondamentali:
- iperfunzionalità delle ghiandole sebacee, e quindi eccessiva produzione di sebo
- ipercheratinizzazione dei follicoli, che determina un loro restringimento e quindi un ostacolo alla fuoriuscita del sebo.
Gli ormoni androgeni sono considerati i principali responsabili di questo processo, in quanto hanno la doppia azione di stimolare le ghiandole sebacee e restringere l’orifizio del follicolo. I livelli ormonali ematici possono anche essere nella norma: ciò che conta infatti è soprattutto l’azione degli ormoni a livello cutaneo, che dipende dal metabolismo locale degli steroidi e dalla sensibilità del tessuto a questi ormoni.
Negli ultimi anni si sta guardando con molto interesse al ruolo giocato dalle vie di segnalazione dell’insulina. È stato scoperto, infatti, che esiste una relazione diretta tra acne e insulino-resistenza. Nelle donne questa relazione è ben esemplificata dalle pazienti con sindrome dell’ovaio policistico, ma anche negli uomini chi soffre di acne ha spesso un controllo glicemico peggiore rispetto a chi non ne soffre [2].
Uno dei mediatori di questo collegamento è probabilmente il fattore di crescita insulino-simile (IGF-1), che da un lato risulta aumentato nelle situazioni di insulino-resistenza, e dall’altro stimola la sintesi di testosterone, la produzione di sebo e la cheratinizzazione [3]. I livelli di IGF-1 mostrano una correlazione positiva con la produzione di sebo, e nei pazienti con acne risultano aumentati [4].
Nella trasformazione delle lesioni acneiche da non infiammatorie a infiammatorie giocano poi un ruolo importante i batteri cutanei, in particolare Cutibacterium acnes (precedentemente noto come Propionibacterium acnes). C. acnes fa parte del normale microbiota cutaneo ed è il batterio dominante nel follicolo pilifero, contribuendo (in condizioni normali) alla salute della pelle. Ma il follicolo ostruito di sebo diventa un ambiente ideale per la proliferazione di ceppi particolarmente virulenti, che inducono una risposta infiammatoria in virtù sia della secrezione di metaboliti pro-infiammatori che dell’attivazione della risposta immunitaria. L’acne è oggi considerata una patologia infiammatoria collegata a disbiosi cutanea [5].
L’asse intestino-pelle e l’utilità dei probiotici per l’acne
Da una decina di anni a questa parte, la ricerca scientifica sta sempre meglio dimostrando l’esistenza di un intimo dialogo bidirezionale tra i due organi che rappresentano le più estese interfacce tra esterno e interno del corpo: la pelle e l’intestino. I disordini gastrointestinali (per esempio le malattie croniche intestinali e il morbo celiaco) sono spesso accompagnati da manifestazioni cutanee, mentre il sistema gastrointestinale, e in particolare il suo microbiota, partecipa alla patogenesi di molte malattie della cute [7].
Per quanto riguarda nello specifico l’acne, in linea teorica il microbiota intestinale può intervenire nella patogenesi di questa malattia in virtù della sua capacità di influenzare la barriera intestinale e con essa la risposta infiammatoria, la segnalazione dell’insulina e il contenuto lipidico dei tessuti [8]. Alcuni studi hanno rilevato differenze nel microbiota intestinale tra soggetti con acne e persone sane [6]. Queste idee hanno portato a sperimentare l’utilizzo dei probiotici, in quanto modulatori del microbiota, come trattamento per l’acne.
In uno studio, 20 pazienti adulti con acne infiammatoria attiva hanno ricevuto un supplemento a base di probiotici (L. rhamnosus) oppure un placebo. Dopo 12 settimane di assunzione le aree acneiche sono state sottoposte a biopsie, dalle quali è emerso che i probiotici avevano normalizzato l’espressione dei geni legati alla segnalazione dell’insulina (IGF1 e FOXO1), con una differenza statisticamente significativa rispetto ai valori iniziali. Questo cambiamento molecolare si è tradotto in un buon miglioramento clinico dell’acne: gli investigatori hanno valutato che la situazione fosse migliorata o notevolmente migliorata in 8 pazienti su 10, al contrario del gruppo placebo dove in 9 pazienti su 10 non si è osservato alcun cambiamento [8].
In un altro studio, 7 pazienti con acne hanno assunto per 4 settimane un placebo, seguito da una preparazione probiotica (diverse specie del genere Bacillus) per altre 4 settimane. Il probiotico ha ridotto di circa un terzo sia la produzione di sebo che il numero totale di lesioni acneiche; al contrario, durante l’assunzione del placebo non è stato osservato nessun cambiamento [9].
Se poi l’acne viene trattata con antibiotici, i probiotici diventano essenziali anche per controbilanciare gli effetti negativi dei farmaci. In un ultimo studio, l’assunzione contemporanea di minociclina e probiotici ha permesso di ottenere un miglioramento dell’acne superiore all’antibiotico da solo, e di minimizzarne gli effetti collaterali, in particolare la comparsa di candidosi vaginale [10].
Questi dati mostrano che i probiotici hanno la potenzialità di:
- normalizzare i meccanismi di segnalazione dell’insulina a livello cutaneo
- ridurre la produzione di sebo
- migliorare l’aspetto clinico dell’acne
- sinergizzare con una eventuale contemporanea antibioticoterapia, allo stesso tempo minimizzandone gli effetti avversi.
Bibliografia
1: Lai, J. J., Chang, P., Lai, K. P., Chen, L., & Chang, C. (2012). The role of androgen and androgen receptor in skin-related disorders. Archives of dermatological research, 304, 499-510.
2: Del Prete, M., Mauriello, M. C., Faggiano, A., Di Somma, C., Monfrecola, G., Fabbrocini, G., & Colao, A. (2012). Insulin resistance and acne: a new risk factor for men?. Endocrine, 42, 555-560.
3: Albalat, W., Darwish, H., Abd‐Elaal, W. H., AbouHadeed, M. H., & Essam, R. (2022). The potential role of insulin‐like growth factor 1 in acne vulgaris and its correlation with the clinical response before and after treatment with metformin. Journal of Cosmetic Dermatology, 21(11), 6209-6214.
4: Clayton, R. W., Langan, E. A., Ansell, D. M., de Vos, I. J., Göbel, K., Schneider, M. R., … & Paus, R. (2020). Neuroendocrinology and neurobiology of sebaceous glands. Biological Reviews, 95(3), 592-624.
5: Dréno, B., Pécastaings, S., Corvec, S., Veraldi, S., Khammari, A., & Roques, C. (2018). Cutibacterium acnes (Propionibacterium acnes) and acne vulgaris: a brief look at the latest updates. Journal of the European Academy of Dermatology and Venereology, 32, 5-14.
6: Chilicka, K., Dzieńdziora-Urbińska, I., Szyguła, R., Asanova, B., & Nowicka, D. (2022). Microbiome and probiotics in acne vulgaris—A narrative review. Life, 12(3), 422.
7: Salem, I., Ramser, A., Isham, N., & Ghannoum, M. A. (2018). The gut microbiome as a major regulator of the gut-skin axis. Frontiers in microbiology, 9, 1459.
8: Fabbrocini, G., Bertona, M., Picazo, Ó., Pareja-Galeano, H., Monfrecola, G., & Emanuele, E. (2016). Supplementation with Lactobacillus rhamnosus SP1 normalises skin expression of genes implicated in insulin signalling and improves adult acne. Beneficial microbes, 7(5), 625-630.
9: Rybak, I., Haas, K. N., Dhaliwal, S. K., Burney, W. A., Pourang, A., Sandhu, S. S., … & Sivamani, R. K. (2023). Prospective Placebo-Controlled Assessment of Spore-Based Probiotic Supplementation on Sebum Production, Skin Barrier Function, and Acne. Journal of Clinical Medicine, 12(3), 895.
10: Jung, G. W., Tse, J. E., Guiha, I., & Rao, J. (2013). Prospective, randomized, open-label trial comparing the safety, efficacy, and tolerability of an acne treatment regimen with and without a probiotic supplement and minocycline in subjects with mild to moderate acne. Journal of cutaneous medicine and surgery, 17(2), 114-122.

