{"id":2243,"date":"2023-09-14T05:27:22","date_gmt":"2023-09-14T05:27:22","guid":{"rendered":"https:\/\/www.nutralabs.it\/area_medici\/?p=2243"},"modified":"2026-10-14T12:02:34","modified_gmt":"2026-10-14T10:02:34","slug":"microbiota-vaginale-dopo-il-parto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.nutralabs.it\/area_medici\/microbiota-vaginale-dopo-il-parto\/","title":{"rendered":"COME CAMBIA IL MICROBIOTA VAGINALE DOPO IL PARTO: CONSEGUENZE PER LA SALUTE GENERALE E RIPRODUTTIVA"},"content":{"rendered":"\t\t<div data-elementor-type=\"wp-post\" data-elementor-id=\"2243\" class=\"elementor elementor-2243\">\n\t\t\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-597ef00 elementor-section-boxed elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"597ef00\" data-element_type=\"section\" data-e-type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-7087dd4\" data-id=\"7087dd4\" data-element_type=\"column\" data-e-type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-710519d elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"710519d\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p><em>Dopo il parto il microbiota vaginale perde spesso la dominanza dei lattobacilli e diventa pi\u00f9 diversificato a causa dei cambiamenti ormonali e tissutali. Il recupero pu\u00f2 richiedere mesi; favorire il ritorno di Lactobacillus crispatus pu\u00f2 sostenere la salute vaginale e riproduttiva.<\/em><\/p><p>Grazie a un bello studio di recente pubblicato (non a caso) su <em>Nature Communications<\/em>, ora sappiamo <strong>in che modo il parto influenza il microbiota vaginale e cosa accade nei mesi successivi<\/strong>. Il parto emerge come un evento discriminante, in grado di modificare la struttura del microbiota (e quindi la salute generale e riproduttiva della donna) a lungo termine, nella maggior parte dei casi purtroppo non per il meglio. Ma intervenire proprio nella delicata fase del post-parto potrebbe essere un\u2019occasione unica per modellare il microbiota nel modo desiderato.<\/p><p>Lo studio [1], condotto presso l\u2019Universit\u00e0 di Stanford, California, \u00e8 il primo ad avere monitorato il microbiota vaginale delle partecipanti a partire dal secondo mese di gravidanza fino a un anno dopo il parto (in qualche caso fino a tre anni dopo). Durante la gravidanza sono stati raccolti campioni settimanalmente, poi un primo campione post-parto \u00e8 stato raccolto a 6 settimane, e da quel momento il campionamento \u00e8 proseguito con cadenza mensile.<\/p><h2>Influenza del parto sul microbiota vaginale<\/h2><p>Nella stragrande maggioranza dei casi, <strong>il parto ha modificato profondamente sia la struttura del microbiota che l\u2019ambiente immunologico della vagina<\/strong>. Due gli effetti fondamentali: un netto <strong>aumento della biodiversit\u00e0<\/strong> del microbiota e l\u2019attivazione di una <strong>risposta infiammatoria<\/strong> locale.<\/p><p>I lattobacilli si riducono drasticamente; ma se prima del parto era un\u2019altra specie a dominare il microbiota (ad esempio <em>Gardnerella<\/em> o <em>Bifidobacterium<\/em>), la dominanza si perde ugualmente.<strong> Il microbiota diventa polimicrobico<\/strong>, composto da un vasto insieme di anaerobi obbligati e facoltativi tra cui <em>Prevotella<\/em>, <em>Anaerococcus<\/em>, <em>Finegoldia<\/em>, <em>Peptoniphilus<\/em> e <em>Streptococcus<\/em> sono i pi\u00f9 abbondanti.<\/p><p>Questi cambiamenti sono sicuramente da collegare alla <strong>tempesta ormonale che investe l\u2019organismo femminile al momento del parto<\/strong>. Il livello di ormoni estrogeni, che nelle ultime fasi della gravidanza si \u00e8 mantenuto stabile e molto elevato, crolla all\u2019improvviso di due o tre ordini di grandezza. E sappiamo bene che gli estrogeni sono associati a un microbiota vaginale a dominanza lattobacillare, mentre la loro carenza (ad esempio prima della pubert\u00e0 e dopo la menopausa) a un microbiota polimicrobico. A questo si aggiungono anche le <strong>lochiazioni<\/strong>, che proseguono per circa un mese contribuendo ad innalzare il pH vaginale.<\/p><p>Anche l\u2019<strong>elevato livello di infiammazione <\/strong>\u00e8, secondo gli autori, da imputare all\u2019azione diretta degli ormoni, oltre che all\u2019influenza di un microbiota che ha assunto caratteristiche proinfiammatorie.<\/p><p>\u00c8 interessante osservare che il livello di diversit\u00e0 raggiunto nel primo campione post-parto non dipende n\u00e9 da qual era il microbiota durante la gravidanza n\u00e9 da alcuna delle altre variabili analizzate dagli autori: parto vaginale o cesareo, prematuro o a termine, induzione o meno del travaglio, tempistica di rottura delle membrane, positivit\u00e0 allo streptococco e somministrazione di antibiotici durante il travaglio, et\u00e0 della madre, sesso del neonato. La perdita di dominanza all\u2019interno del microbiota vaginale sembra <strong>un fenomeno pressoch\u00e9 universale e inevitabile<\/strong>.<\/p><h2>Post-parto, un lento recupero<\/h2><p>Particolarmente interessante \u00e8 poi seguire <strong>la dinamica del microbiota durante i mesi successivi al parto<\/strong>.<\/p><p><strong>Diversit\u00e0 microbica e infiammazione<\/strong> <strong>si riducono lentamente<\/strong>. A dieci mesi, sono diminuite in maniera sostanziale in circa due terzi delle partecipanti; mentre in ben un terzo si mantengono elevate e quasi costanti per tutto questo periodo. La prima osservazione importante \u00e8 quindi che, <strong>dieci mesi dopo il parto, parecchie donne hanno un microbiota vaginale ancora molto perturbato e simile a quello dell\u2019immediato post-parto<\/strong>.<\/p><p>Ma attenzione! <strong>Anche tra le donne in cui la biodiversit\u00e0 ritorna (o quasi) ai livelli pre-parto, la dominanza lattobacillare rimane poco frequente<\/strong>. La riduzione della diversit\u00e0 si deve al fatto che <strong>altre specie si espandono e diventano dominanti o quasi dominanti<\/strong>: soprattutto <em>Bifidobacterium<\/em>, <em>Streptococcus<\/em>, <em>Gardnerella<\/em> e <em>Atopobium<\/em>.<\/p><p>Tra queste, i bifidobatteri rappresentano probabilmente l\u2019evoluzione pi\u00f9 positiva. Non sono infatti associati a infiammazione, e sono in grado di acidificare l\u2019ambiente vaginale. La loro abbondanza potrebbe rappresentare una fase di transizione verso il recupero della dominanza lattobacillare, come illustrato dal seguente caso di una partecipante seguita per oltre due anni.<\/p><p>Durante la gravidanza il suo microbiota \u00e8 stato dominato da <em>L. crispatus<\/em>. Per tutto l\u2019anno successivo al parto \u00e8 rimasto polimicrobico, con assenza o quasi di lattobacilli e abbondanza dei generi <em>Prevotella<\/em>, <em>Streptococcus<\/em>, <em>Anaerococcus<\/em>, <em>Finegoldia<\/em> e <em>Peptoniphilus<\/em>. All\u2019inizio dal secondo anno post-parto si \u00e8 instaurata una co-dominanza di bifidobatteri e streptococchi, che ha infine lasciato il passo al ritorno di <em>L. crispatus<\/em> come specie dominante a 15 mesi post-parto.<\/p><p>Lo studio non ha analizzato i fattori che potrebbero determinare una ripresa del microbiota pi\u00f9 o meno rapida, ma gli autori ipotizzano che un ruolo importante lo giochi l\u2019enorme <strong>variabilit\u00e0 che esiste tra donna e donna nel ritorno alla fertilit\u00e0<\/strong>.<\/p><h2>Ripresa difficile per <em>L. crispatus<\/em><\/h2><p>Ma il risultato forse pi\u00f9 significativo dello studio riguarda la dinamica delle diverse specie lattobacillari. Mentre <em>L. iners<\/em> e <em>L. gasseri<\/em> riescono a recuperare relativamente bene, <em>L. crispatus<\/em>, senza dubbio il batterio pi\u00f9 importante per la salute femminile, \u00e8 anche quello che fatica di pi\u00f9. <strong>A un anno dal parto, solo quattro delle 40 donne analizzate mostrano un microbiota dominato da <em>L. crispatus<\/em><\/strong>!<\/p><p>La persistenza di un microbiota non ottimale (polimicrobico o comunque povero di <em>L. crispatus<\/em>) ha <strong>implicazioni importanti per la salute femminile<\/strong>. Significa che, <strong>per mesi o anni dopo aver partorito, le donne hanno un rischio maggiore di sviluppare infezioni vaginali e urinarie, di contrarre malattie sessualmente trasmissibili, e anche di avere problemi nelle gravidanze successive <\/strong>(per maggiori informazione sul ruolo protettivo di <em>L. crispatus<\/em> vedi <a href=\"https:\/\/www.nutralabs.it\/area_medici\/lactobacillus-crispatus-letteratura-scientifica\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">questo<\/a> e <a href=\"https:\/\/www.nutralabs.it\/area_medici\/selain-crispatus-gravidanza\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">questo<\/a> articolo).<\/p><p>Quest\u2019ultimo \u00e8 un punto particolarmente interessante. L\u2019Organizzazione Mondiale della Sanit\u00e0 raccomanda che <strong>l\u2019intervallo tra un parto e il concepimento del figlio successivo sia di almeno due anni<\/strong>. Un intervallo troppo breve, infatti, \u00e8 associato a un maggiore rischio di complicanze per la madre e per il feto: diabete gestazionale [2], parto prematuro, basso peso alla nascita, fino alla morte del feto o del neonato [3].<\/p><p>Tradizionalmente questi rischi vengono spiegati partendo dal presupposto che la gravidanza (e il successivo eventuale allattamento) impoveriscono la madre di sostanze nutritive: se non c\u2019\u00e8 tempo a sufficienza per ricaricare le scorte, le <strong>carenze nutrizionali<\/strong> peseranno sulla gravidanza successiva aumentando la probabilit\u00e0 che sorgano problemi [3]. Lo studio appena analizzato introduce la <strong>possibilit\u00e0 che le possibili problematiche siano mediate anche dalla situazione del microbiota vaginale<\/strong>.<\/p><h2>Il nostro punto di vista: una possibilit\u00e0 di intervento unica<\/h2><p>Come abbiamo visto, il parto segna un momento di discontinuit\u00e0 per il microbiota vaginale, un vero e proprio \u201creset\u201d. Segue un lungo periodo di transizione, di evoluzione verso una nuova configurazione stabile che potr\u00e0 essere pi\u00f9 o meno ottimale per la salute generale e riproduttiva della donna. Questa transizione \u00e8 caratterizzata da un\u2019aumentata vulnerabilit\u00e0 alle patologie uroginecologiche, ma anche dalla <strong>potenzialit\u00e0 unica di modellare l\u2019evoluzione del microbiota nella direzione desiderata<\/strong>.<\/p><p>Sappiamo infatti che una comunit\u00e0 microbica instabile \u00e8 molto pi\u00f9 facile da influenzare di una stabile, che risulta relativamente refrattaria agli interventi esterni. <strong>Il post-parto sembra allora una finestra ideale per intervenire sul microbiota vaginale con probiotici mirati, come<a href=\"https:\/\/www.nutralabs.it\/prodotti\/naturaflora-lei\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"> NATURAFLORA LEI<\/a><\/strong>. Anzitutto per difendere la salute femminile in un periodo particolarmente delicato. Ma inoltre e soprattutto c\u2019\u00e8 la possibilit\u00e0, pi\u00f9 che in altri momenti, di modulare il microbiota in modo particolarmente duraturo, offrendo benefici a lunghissimo termine.<\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-efb5644 elementor-section-boxed elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"efb5644\" data-element_type=\"section\" data-e-type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-3816ce4\" data-id=\"3816ce4\" data-element_type=\"column\" data-e-type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-d302fe0 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"d302fe0\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<h2>Bibliografia<\/h2><p>1: Costello, E. K., DiGiulio, D. B., Robaczewska, A., Symul, L., Wong, R. J., Shaw, G. M., &#8230; &amp; Relman, D. A. (2023). Abrupt perturbation and delayed recovery of the vaginal ecosystem following childbirth.\u00a0<em>Nature Communications<\/em>,\u00a0<em>14<\/em>(1), 4141. <a href=\"https:\/\/doi.org\/10.1038\/s41467-023-39849-9\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">https:\/\/doi.org\/10.1038\/s41467-023-39849-9<\/a><\/p><p>2: Hanley GE, Hutcheon JA, Kinniburgh BA, Lee L. Interpregnancy Interval and Adverse Pregnancy Outcomes: An Analysis of Successive Pregnancies. Obstet Gynecol. 2017 Mar;129(3):408-415. <a href=\"https:\/\/doi.org\/10.1097\/AOG.0000000000001891\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">https:\/\/doi.org\/10.1097\/AOG.0000000000001891<\/a><\/p><p>3: Wendt A, Gibbs CM, Peters S, Hogue CJ. Impact of increasing inter-pregnancy interval on maternal and infant health. Paediatr Perinat Epidemiol. 2012 Jul;26 Suppl 1(0 1):239-58. <a href=\"https:\/\/doi.org\/10.1111\/j.1365-3016.2012.01285.x\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">https:\/\/doi.org\/10.1111\/j.1365-3016.2012.01285.x<\/a><\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Con il parto il microbiota vaginale cambia drasticamente, spesso non per il meglio. 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