La prima metanalisi sul D-mannosio nelle cistiti ricorrenti conferma l’utilità di questo zucchero naturale nella prevenzione delle recidive. Grazie alla sua azione antiadesiva, il D-mannosio può ridurre il rischio di nuove infezioni urinarie e rappresentare una valida strategia non antibiotica per la gestione a lungo termine.
È stata pubblicata la prima metanalisi sull’utilizzo del D-Mannosio per la prevenzione delle cistiti ricorrenti. Ormai da diverso tempo lo vediamo citato nelle linee guida delle principali società urologiche, e questa è una ulteriore conferma di quanto siano cresciuti, in ambito medico, l’interesse e l’apprezzamento verso il D-Mannosio.
La metanalisi [1], uscita sull’American Journal of Obstetrics and Gynecology, conclude che (citiamo testualmente) “rispetto al placebo, il D-Mannosio appare protettivo nei confronti delle infezioni urinarie ricorrenti, ha probabilmente la stessa efficacia della profilassi antibiotica, ed è ben tollerato, con effetti avversi minimi”. Promosso a pieni voti, dunque!
Ma vediamo qualche dettaglio in più.
Gli autori partono menzionando l’ampia gamma di effetti collaterali degli antibiotici: diarrea, nausea, mal di testa, bruciore vaginale, candidosi, ma anche inconvenienti più seri pur se meno comuni. Infatti, ad esempio, l’utilizzo a lungo termine della nitrofurantoina può provocare tossicità polmonare ed epatica, mentre il trimetoprim-sulfametoxazolo è stato associato a discrasie ematiche e a diverse gravi reazioni cutanee. Ovviamente l’utilizzo prolungato degli antibiotici crea anche un’alterazione del microbiota, con tutti i seri problemi che questo comporta.
Di fronte a queste problematiche, e all’emergenza rappresentata dall’antibiotico-resistenza, l’interesse di medici e ricercatori verso i trattamenti non antibiotici è alle stelle.
Il D-Mannosio rappresenta una promettente strategia preventiva delle infezioni urinarie. Legandosi alle fimbrie di tipo 1 dei batteri e saturandone l’adesina FimH, infatti, questa sostanza impedisce non solo l’adesione dei batteri all’urotelio, ma anche la formazione di colonie intracellulari e l’avvio della risposta infiammatoria – tutti processi innescati dall’interazione tra FimH e cellule uroteliali.
La maggior parte della ricerca sul ruolo delle fimbrie 1 nelle infezioni urinarie si è focalizzata su E. coli, ma in realtà la presenza di queste fimbrie è stata documentata in diversi altri uropatogeni appartenenti alla famiglia delle Enterobacteriaceae: ad esempio Klebsiella pneumoniae, Serratia marcescens ed Enterobacter cloacae.
Entrando più nel vivo dello studio, nella metanalisi sono stati inclusi 3 studi clinici, per un totale di 248 partecipanti (5 ulteriori studi, per un totale di 8, sono stati analizzati qualitativamente, mentre altri 4 sono attualmente in corso o programmati). Gli studi sono tutti concordi nel rilevare un effetto positivo del D-Mannosio. Dall’analisi statistica emerge che l’utilizzo di questo zucchero riduce il rischio di UTI di ben il 77% (valore medio, con variazioni tra l’86 e il 63%). Un effetto molto importante, dunque, anche dal punto di vista clinico!
Nonostante il piccolo numero di studi finora pubblicati e il fatto che complessivamente hanno coinvolto un campione di pazienti ridotto, gli autori sono quindi dell’idea che le prospettive di applicazione del D-Mannosio nella prevenzione delle infezioni urinarie siano molto promettenti.
Questa sostanza poi presenta effetti collaterali minimi: uno degli studi analizzati riporta una bassissima (circa 8%) incidenza di diarrea, e un altro menziona il fatto che il D-Mannosio ha causato meno effetti collaterali della profilassi antibiotica.
In pratica gli unici inconvenienti noti del D-Mannosio riguardano la sua tollerabilità a livello gastrointestinale, che ha un certo grado di variabilità soggettiva. Questo argomento è stato studiato approfonditamente nel contesto dei disordini congeniti della glicosilazione, per i quali il D-Mannosio viene da tempo utilizzato come terapia. Si è visto che, con un dosaggio di oltre 11 grammi al giorno, solo il 10% dei soggetti presenta disturbi gastrointestinali e non vengono segnalati altri tipi di effetti avversi.
Una seconda revisione sul D-mannosio nelle cistiti ricorrenti
A brevissima distanza dalla prima, su European Urology Focus è stata poi pubblicata una seconda revisione [2], questa volta senza metanalisi. In questo caso sono stati presi in considerazione 6 studi clinici su un totale di 695 persone, comprendenti anche individui di sesso maschile (tra cui pazienti che dovevano sottoporsi a indagini urologiche invasive oppure con vescica neurologica o sclerosi multipla, anche cateterizzati).
In tutti i casi il trattamento con D-Mannosio ha dato risultati positivi in termini di miglioramento dei sintomi e/o riduzione degli episodi di cistite. Nei tre studi che prevedevano come controllo una terapia antibiotica, l’azione preventiva del D-Mannosio è stata pari o superiore a quella della profilassi antibiotica! E naturalmente con meno effetti collaterali.
Sono stati inoltre analizzati due studi di laboratorio: uno in vitro che dimostra la capacità del D-Mannosio di inibire l’adesione di E. coli alle cellule uroteliali, e uno su topi nel quale la somministrazione orale di D-Mannosio ha significativamente ridotto l’adesione di E. coli uropatogeno all’intestino degli animali, diminuendo quindi il serbatoio intestinale da cui originano le infezioni urinarie.
In conclusione gli autori scrivono: “Il D-Mannosio è risultato efficace nel ridurre l’incidenza delle infezioni urinarie ricorrenti, migliorare i sintomi urinari, e di conseguenza aumentare la qualità di vita dei pazienti. Può essere usato come trattamento integrativo o alternativo delle UTI ricorrenti”. Un altro importante riconoscimento!
Bibliografia
1: Lenger SM, Bradley MS, Thomas DA, Bertolet MH, Lowder JL, Sutcliffe S, D-mannose vs other agents for recurrent urinary tract infection prevention in adult women: a systematic review and meta-analysis, American Journal of Obstetrics and Gynecology (2020). https://doi.org/10.1016/j.ajog.2020.05.048
2: Kyriakides, R., Jones, P., & Somani, B. K. (2020). Role of D-Mannose in the Prevention of Recurrent Urinary Tract Infections: Evidence from a Systematic Review of the Literature. European Urology Focus. https://doi.org/10.1016/j.euf.2020.09.004

